Il Ghetto

L’opera che più ha dato notorietà in tutto il mondo ad Ettore Roesler Franz è indubbiamente la “Roma Sparita”, o meglio, per dirla con le sue stesse parole, “Roma pittoresca/Memorie di un’era che passa”. Si tratta di 120 acquerelli (ognuno di dimensione di circa 53×75 cm., orizzontali o verticali), tutti realizzati tra il 1878 e il 1896, suddivisi in tre Serie da 40 l’una. Grazie a questa sua felice intuizione è stato possibile avere una documentazione storica senza precedenti di scorci urbani ed extraurbani che stavano scomparendo, da tramandare ai posteri.

Nel 1883 il Sindaco di Roma Leopoldo Torlonia acquistò dall’artista i 40 acquerelli che componevano la prima serie di “Roma Sparita” e che furono inizialmente conservati nel Palazzo Senatorio in Campidoglio. Il 4 maggio 1908, un anno dopo la morte del Pittore, il Comune di Roma, attraverso il Sindaco di quel tempo Ernesto Nathan, comprò i rimanenti 80 acquerelli che componevano la seconda e terza serie di “Roma Sparita” da suo fratello ed erede universale Adolfo.

Le opere sono custodite al Museo di Roma in Trastevere (già “Museo del Folklore”) in piazza Sant’Egidio e vengono periodicamente esposte.

Dal 12 marzo al 2 aprile 2003 presso il Vittoriano a Roma si è svolta la mostra Dal Ghetto alla città – Il quartiere ebraico di Roma e le sue attività commerciali dove sono state esposte al pubblico queste 18 opere della serie Roma Sparita che raffigurano il Ghetto:

Di seguito gli articoli dettagliati uscito su “Il Tempo”, “Il Giornale” e AGI tra il 12 e il 13 marzo 2003:

Articolo su Il Tempo del 13 marzo 2003
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Ecco il raffronto tra com’era il Ghetto ieri e com’è adesso:

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