08/08/21 Mostre

Premio Acquerello 2021

Tivoli Emotions presenta l’edizione 2021 del Premio Acquerello che si svolgerà il 19 settembre

Il 19 settembre 2021 si terrà a Tivoli, l’edizione annuale del Premio Acquerello 2021 organizzato dall’Associazione Romana Acquerellisti (A.R.A., https://www.acquerellisti.net/ ) in collaborazione con la famiglia Roesler Franz, con il FAI – Villa Gregoriana di Tivoli, con Fabrizio Pellegrini presidente dell”Associazione Tivoli Emotions e il contributo artistico-musicale di Accademia Ergo Cantemus Coro ed Orchestre di Tivoli con la speciale performance del Soprano Arianna Morelli dal Teatro dell’Opera di Roma. Il premio è intitolato alla memoria di Ettore Roesler Franz, il celebre pittore che ha dipinto la Serie di Roma Sparita formato da 120 acquerelli di proprietà del comune di Roma. Quest’anno in collaborazione con Villa Gregoriana, per la prima volta il premio si svolgerà a Tivoli, città amata da Ettore Roesler Franz di cui ha dipinto in bellissimi acquerelli il centro storico, Villa d’Este, Villa Gregoriana, Villa Adriana, le cascate, gli acquedotti, la campagna circostante. La giunta comunale di Tivoli ricambiò l’affetto del pittore romano concedendogli la cittadinanza onoraria. L‘Associazione Romana Acquerellisti (A.R.A.), che organizza annualmente una mostra in cui viene premiato dalla famiglia Roesler Franz l’autore dell’acquerello vincitore, parteciperà all’evento con i suoi soci che dipingeranno paesaggi e scorci della villa Gregoriana e dintorni. L’ARA si è costituita a Roma nel gennaio del 2013 con lo scopo di promuovere e valorizzare la tecnica pittorica dell’acquerello. Al volere di un gruppo di pittori, rapidamente si sono uniti molti appassionati acquerellisti di varia nazionalità, aperti ad ogni esperienza e linguaggio espressivo, comunque, memori delle esperienze di importanti artisti del passato. L’anno 2021 vedrà premiati i primi tre classificati in una gara di pittura all’acquerello che si svolgerà plein air tra le vie cittadine del centro storico di Tivoli ed all’interno della splendida Villa Gregoriana, che costeggia le celebri cascate. La gara si svolgerà dalle ore10,00 alle ore 16,30. Seguirà alle ore 17,00 all’interno della sala di Villa Gregoriana esposizione degli acquerelli, ed intorno alle ore 18,00 ci sarà la proclamazione dei primi tre classificati. Nel corso della giornata del 5 settembre 2021 dedicata al ricordo di Ettore Roesler Franz, saranno anche consegnate le targhe dei premi Ettore Roesler Franz, che per causa covid, non sono state consegnate quest’anno scorso anno 2020.

La famiglia Roesler Franz organizza annualmente quattro premi per ricordare la memoria del proprio avo pittore Ettore, pertanto saranno premiati domenica 5 settembre 2021 a Tivoli: – L’architetto Carlo Bernoni con il premio Tivoli 2020, per aver organizzato nel 2018 la mostra del pittore Adolfo Scalpelli, che è stato l’unico allievo di Ettore Roesler Franz; – Il dottor Luca Rocconi di Roma Esoterica con il premio Roma Sparita 2020, per aver collaborato in questi anni con la famiglia Roesler Franz a portare il progetto di rilancio della figura di ERF a Roma; – La signora Luciana Cordeschi con il premio presepio Natale 2020, per aver realizzato un presepio capolavoro ispirato agli acquerelli di via Giulia di Roma Sparita; – L’ingegnere Bruno Leoni con il premio Roma Sparita 2021, per aver realizzato due volumi rispettivamente sugli acquerelli di Roma e di Tivoli dipinti da Ettore Roesler Franz; – Fabrizio Pellegrini con il premio Tivoli 2021, per aver affiancato in questi anni la famiglia Roesler Franz a portare avanti il progetto di rilancio della figura di RF a Tivoli. Sono previsti circa 20 pittori lungo il percorso di Villa Gregoriana e nel caso gli spazi non fossero sufficienti eventualmente nei vicoli limitrofi di villa gregoriana, la cittadella, Piazza Rivarola ed adiacente ponte Gregoriano in maniera da immortalare gli angoli più suggestivi della Città. — con Francesco Roesler Franz e Enrico Genovesi.

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06/06/21 Mostre

Omaggio per il 3236esimo compleanno di Tivoli

Condividiamo con molto piacere questo omaggio per il 3236esimo compleanno di Tivoli, città molto cara ad Ettore.

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02/05/21 Mostre

Pittori romani tra l’ottocento e il novecento, la Roma sparita e tanto altro

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Pittori romani tra l’ottocento e il novecento. L’Associazione degli acquarellisti romani nacque nel 1875. In Francia ferveva l’impressionismo e in Italia, sin dal 1855, era nato il movimento dei “macchiaioli”. I romani si misero a dipingere en Plein Air come gli impressionisti ma prediligendo le tematiche della vecchia Roma e della campagna romana. Li distingueva dagli impressionisti la tipologia dei colori utilizzati. I loro rivali francesi, grazie all’invenzione dei colori in tubetto, utilizzavano infatti la pittura ad olio. Ciò consentì loro di stendere quelle pennellate sfumate che li rese immortali. I pittori romani invece si specializzarono nella tecnica dell’acquarello. Mantenendo una maggior precisione nei contorni delle figure.

L’Associazione degli acquarellisti romani sorse per iniziativa di Ettore Roesler Franz e Nazzareno Cipriani. Poi si unì Ettore Ferrari, scultore ma anche pittore. Ferrari stava realizzando il monumento a Giordano Bruno da porre in Campo de’ Fiori. Ma era anche il Gran maestro della Massoneria. Infatti i componenti dell’associazione furono per la maggior parte massoni. Tra loro giganteggia il fondatore dell’associazione stessa: Ettore Roesler Franz.

Tra i pittori romani eccelse Ettore Roesler Franz, l’acquarellista di ‘Roma sparita’

Poeta cromatico ed inguaribile romantico, Roesler Franz (1845-1907) lasciò ai romani la storia non scritta della loro città. Non disdegnando l’utilizzo della fotografia, fissò con puntigliosa tempestività quegli aspetti che stavano soccombendo per sempre. La Roma Sparita, quella medioevale, il Ghetto, le sponde del Tevere ancora non trasformate in muraglioni e, soprattutto l’Isola Tiberina. In circa trent’anni, con il suo cavalletto, dipinse oltre un centinaio di tele.  Ancora oggi è possibile ammirarle al Museo di Palazzo Braschi. Oltre che in migliaia di riproduzioni diffuse in ogni dove.

Nazzareno Cipriani (1843-1925), invece, colse nei suoi acquerelli scene di genere, di costumi e di vita popolare. I suoi quadri principali sono: Pastorella in costume laziale, Il pifferaio, Ciociara, Ragazza che tira l’acqua da un pozzo e Frate che estrae un dente. Rappresentazioni di genere, tanto amate dai turisti del Grand Tour, ma realizzate con dovizia di particolari. Non dimentichiamo poi il senese Cesare Maccari (1840 –1919) che illustrò Roma con i suoi affreschi. Decorò il Salone d’Onore di Palazzo Madama, sede del Senato con Cicerone denuncia Catilina e Appio Claudio cieco. Un altro suo affresco al Palazzo di Giustizia: Faustolo che trova i gemelli. Fu anche acquafortista.

Pittori romani tra l’ottocento e il novecento, i ‘XXV della campagna romana’

Filippo Anivitti (1876-1955), proveniva dall’Associazione degli Acquarellisti romani in cui si era iscritto giovanissimo. Si dedicò inizialmente ai ritratti. In seguito i suoi soggetti preferiti divennero gli scorci della vecchia Roma. Poi si unì al gruppo dei ‘XXV della campagna romana’. Dipinse le paludi pontine, i ruderi medioevali, gli acquedotti immersi in panorami vasti e profondi. Narrò la vita minuta che li animava: pastori, pecore, cavalli. Presenze mute di straordinario fascino, come sospese nel tempo e nello spazio. In molte opere ha espresso eccellentemente la solitudine della campagna romana.

Tra i 25 pittori brillò Duilio Cambellotti (1876-1960). Fu uno dei primi designer d’arredamento, poi scenografo teatrale. Passò alla storia come il pittore del mondo contadino. La sua pittura investì temi d’origine rurale. Segno distintivo: una spiga di grano presente già nei suoi mobili, prima che nelle opere.

Giulio Aristide Sartorio (1860-1932) è un altro artista poliedrico che eseguì affreschi, mosaici e quadri. Abbracciò inizialmente il verismo pittorico. Ambientò nella campagna romana il suo Malaria, esposto alla Biennale di Venezia del 1882. Del 1914 è L’aratura di novembre o Buoi all’aratro. Spaziò nel liberty e nelle tematiche mitologiche, sino ad arrivare al simbolismo. Si ricorda, infine Giordano Bruno Ferrari (1887-1944), figlio del Gran Maestro Ettore.

Allegre scampagnate ma anche impegno politico nella Resistenza

Le riunioni dei “25” furono animate dal poeta Cesare Pascarella, che fu anche pittore. Ne riprodusse le atmosfere nel sonetto Er fattaccio: «Erimo venticinque in compagnia/De li soni. Fu un pranzo prelibato./Dopo pranzo fu fatta un’allegria/Tutti a panza per aria immezzo ar prato/A l’aria aperta, e dopo avè ballato,/Ritornassimo in giù all’avemaria».

I ‘XXV della campagna romana’ furono sciolti dal fascismo il 12 novembre 1930. Troppo forte era ancora la matrice massonica derivante dall’Associazione degli acquarellisti, di cui erano una filiazione. Durante la guerra, Giordano Bruno Ferrari organizzò nel proprio studio in via Margutta un centro antifascista. Raccoglieva informazioni riservate, per passarle clandestinamente agli Alleati. Il 13 marzo 1944 fu arrestato dai Tedeschi e torturato. Poiché non rivelò nulla, fu condannato a morte e fucilato il 24 maggio a Forte Bravetta.

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23/04/21 Mostre

Ponte Lupo – Passione Camminare

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Questo colossale acquedotto si trova immerso in una località della campagna romana, tra Poli e San Vittorino. Non è visitabile come monumento, dal momento che il sito si trova sulla proprietà del famoso “principe” Urbano Barberini. Il luogo in cui si trova si chiama San Giovanni in campo Orazio, perché le cronache leggendarie ci raccontano che qui sia avvenuto lo scontro mortale degli Orazi e Curiazi.

QUANDO VENNE COSTRUITO – Il ponte fu costruito nel 144 a.C per portare l’acqua marcia a Roma, un’acqua molto pulita e fresca, “pescata” nelle limpide acque del fiume Aniene intorno a Marano Equo. L’opera era costituita da due alti archi in opera quadrata, poi inglobati in un muraglione augusteo in opus reticulatum e ulteriormente rinforzati sotto i Flavi e Adriano.

PERIODO DI VISITA – Abbiamo visitato questo bellissimo monumento quest’anno, in inverno, grazie all’organizzazione delle visite dell’associazione “Ponte Lupo: il Gigante dell’acqua, insieme ad un gruppo di appassionati e soprattutto in compagnia di guide “speciali”, del “principe” Urbano, della moglie Viviana e dalla simpatica attrice Sabina Guzzanti. Poi metteremo in basso il link per contattarli e soprattutto per partecipare alle visite.

NELLE ARTI – Ponte lupo è stato uno dei monumenti più ritratti nel passato, soprattutto durante gli ultimi anni dell’ottocento, in cui un grandissimo acquarellista, Ettore Roesler Franz ne fece uno stupendo acquerello dal titolo: Tivoli Ponte Lupo – Poli 1898.

MENZIONI – Fu menzionato anche in una delle sue pubblicazioni, dal noto storico e archeologo italiano, Antonio Nibby, in “Analisi-storico-topografico-antiquaria de’ Dintorni di Roma”. Al parco Pincio di Roma, se vi capita di fare una passeggiata, si trova il suo busto in marmo.

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