BIOGRAFIA
Ettore Roesler Franz, fondatore e più volte Presidente della Società degli
acquarellisti in Roma, é il pittore dell'Ottocento romano che più ha esposto
e si é affermato in Italia e all'estero e, secondo alcuni studiosi, può
considerato non solo come uno dei più validi esempi del filone del Realismo
del tardo Ottocento, ma come uno dei migliori acquarellisti italiani di ogni
tempo.
Padrone assoluto della difficile tecnica dell'acquarello (carta, pennelli e
colori, da lui personalmente scelti con cura meticolosa, e il relativo
raccoglitore erano tutti di provenienza inglese) perché gli sembrava il
mezzo migliore per riprodurre le vedute campestri e specialmente la
trasparenza dei cieli e delle acque, é stato un artista cosmopolita e di
mentalità "europea", che vedeva lontano e voleva dare testimonianza del
proprio tempo, e soprattutto un esploratore delle città che scomparivano o
rinascevano.
Era nato a Roma l'11 maggio 1845 da Luigi e Teresa Biondi, mentre la sua
famiglia di origine tedesca si era trapiantata a Roma all'inizio del
Settecento proveniente dai Sudeti (e non dalla Svizzera come spesso é stato
inesattamente scritto). A dispetto di un cognome straniero era quindi romano
ormai da più generazioni.
La famiglia Roesler Franz, che nella capitale aveva fondato il celebre hotel
d'Allemagne, tra via Condotti e Piazza di Spagna (vi furono ospitati, tra
gli altri, Stendhal, Luciano Bonaparte, Thackeray, Wagner, Winckelmann e
Goethe) si era poi imparentata con le più antiche famiglie aristocratiche
della città e fu persino citata in alcuni sonetti di Giuseppe Gioachino
Belli.
Ettore Roesler Franz era stato allievo delle Scuole Cristiane di Trinità de'
Monti, come dimostra un saggio calligrafico del 1861 e, oltre all'italiano,
parlava correntemente l'inglese, il francese e il tedesco. Aveva
praticamente iniziato la sua attività artistica dopo il ritratto a 18 anni
eseguito a pastello nel 1863 da Ettore Ferrari (amico fraterno e compagno di
studi all'Accademia di San Luca, noto poi per il monumento a Giordano Bruno
in piazza Campo de' Fiori a Roma e successivamente deputato e Gran Maestro
della Massoneria italiana).
"La sincerità fa l'artista grande" era la scritta che figurava all'ingresso
dello studio romano di Ettore Roesler Franz a piazza San Claudio 96 (che nel
1876 aveva sostituito quello precedente di via del Bufalo 133). E a questa
massima si è sempre attenuto. Ma non si può comunque escludere che
l'artista, abbia avuto una spinta iniziale e forse determinante per
intraprendere la sua carriera proprio per seguire le orme di suo cugino,
Giuseppe, già valente acquarellista nonostante la giovanissima età (tre suoi
lavori: "Il palazzetto Chigi alle Quattro Fontane","Terme di Caracalla" -
entrambi del 1850 - e "Torre delle Milizie e Palazzo Rospigliosi" si trovano
nel Museo di Roma di Palazzo Braschi), che morì ad appena 13 anni nel 1851
(non a caso, quindi, nel suo monumento funebre nella basilica di San Lorenzo
in Lucina a Roma é scolpito un pennello e alla sua memoria fu anche dedicato
nel 1854 un raro volumetto di 20 pagine conservato nella "Biblioteca della
Società napoletana di Storia Patria di Napoli").
Per una ventina d'anni a partire dal 1878 Ettore Roesler Franz si aggirò con
pennelli, cavalletti e macchina fotografica (fu uno dei primi pittori al
mondo a servirsi di questo nuovo mezzo per meglio focalizzare con precisione
assoluta tutti i particolari di una veduta e ritrarre i suoi personaggi
quasi sempre nelle loro funzioni più umili) per vicoli e cortili, strade e
piazze della capitale prima che Roma venisse in gran parte spazzata a raso
dai demolitori e costruita a misura dalle immobiliari piemontesi. Tra i suoi
maggiori estimatori annoverò Joseph Severn (1793-1879), pittore e console
inglese a Roma (amico devoto di John Keats che assistette fino alla morte) e
il grande storico tedesco e cittadino onorario di Roma Ferdinand Gregorovius
(1821-1891).
L'opera che più gli ha dato la notorietà in tutto il mondo è indubbiamente
la "Roma sparita", o meglio, per dirla con le sue stesse parole, "Roma
pittoresca/Memorie di un'era che passa". Si tratta di 120 acquarelli (di
dimensione aggirantesi ognuno intorno ai 53x75 cm., orizzontali o
verticali), suddivisi in tre Serie da 40 l'una.
I quadri di Ettore Roesler Franz sono l'unica testimonianza a colori di
quello storico mutamento, consentendoci oggi di immaginare con facilità come
fosse stata la città prima degli sventramenti. Molte sono state le zone
colpite a cominciare dalla demolizione di tutte le case sulla sponda
sinistra del Tevere e su quella destra nella zona di Trastevere per
proseguire con Villa Ludovisi, considerata il più bel giardino d'Europa, se
non del mondo, e continuare con la completa distruzione del Ghetto (è stato
uno dei pochi artisti ad aver immortalato a colori questa storica parte
della capitale abitata dalla comunità ebraica) e finire con l'irreparabile
perdita del Porto di Ripetta e di quello di Ripa Grande. I successivi
sventramenti della città durante il fascismo hanno poi portato ad ulteriori
distruzioni di altre zone di Roma come la "Spina di Borgo" di fronte alla
basilica di San Pietro (per costruire l'attuale via della Conciliazione) e
tutta la zona compresa tra piazza Venezia e il Teatro Marcello, da un lato,
e la via Alessandrina, dall'altro, con l'ingiustificabile abbattimento della
casa di Giulio Romano.
Nel 1883 il Sindaco di Roma Leopoldo Torlonia acquistò dall'artista per 18
mila lire i 40 acquarelli che componevano la prima serie di "Roma sparita" e
che furono inizialmente conservati nel Palazzo comunale in Campidoglio. Il 4
maggio 1908, un anno dopo la morte di Ettore Roesler Franz, avvenuta nella
capitale all'età di 62 anni, il Comune di Roma comprò per 35 mila lire i
rimanenti 80 acquarelli, che componevano la seconda e terza serie di "Roma
sparita", da suo fratello e suo erede universale Adolfo Roesler Franz (mio
bisnonno), che aveva fondato l'omonima Banca privata, nonche Cambio,
Spedizioni e Agenzia per viaggiatori delle Ferrovie dello Stato, con sede
prima a Palazzo Torlonia in via Condotti 19b-20, poi in via Condotti 87-88 e
91 (adiacente al Caffé Greco), che operò per 67 anni dal 1869 fino al 1936.
Attualmente il Comune ne possiede 119, perchè un acquarello (quello
raffigurante "palazzo Mattei alla Lungaretta") è andato smarrito a Colonia
(Germania) nel 1966 durante una mostra itinerante e da allora non è stato
più ritrovato dalla polizia tedesca. La maggior parte delle opere, 93, sono
custodite al Museo di Roma a piazza San Pantaleo con affaccio su piazza
Navona. Ma, poiché Palazzo Braschi non é stato ancora interamente
restaurato, sono in attesa di essere di nuovo esposte dopo più di 20 anni.
Hanno fatto eccezione solo i 16 acquarelli esposti per un mese alla mostra
"Dal Ghetto alla città", tenutasi al Vittoriano nella primavera 2004, e
raffiguranti questa importante zona centrale di Roma, occupata dalla
comunità ebraica e rasa al suolo alla fine dell'Ottocento.
I rimanenti 26 acquarelli si trovano, invece, nel restaurato Museo di Roma
in Trastevere (già Museo del Folklore) in piazza Sant'Egidio e sono stati
riesposti - ma solo per periodi limitati - a partire dall'estate del 2001.
E pensare che in suo scritto in inglese (una sorta di "testamento
spirituale") del 29 marzo 1894 Ettore Roesler Franz auspicava che "la
collezione dovrebbe essere posta in una sala speciale con una grande carta
topografica della vecchia Roma in cui io darei indicazioni dei luoghi dove
sono stati ripresi i quadri e questo faciliterebbe gli studiosi delle future
generazioni nel capire quale era l'aspetto di Roma prima dei presenti
mutamenti." Vien davvero da chiedersi se sarà davvero rispettato questo suo
desiderio di 110 anni fa!
Quale fosse il grande amore dell'Artista per l'acquarello é anche
testimoniato da una sua lettera, riscoperta di recente, pubblicata nella
primavera del 1880 su "il Popolo Romano", giornale diretto da Luigi
Bellinzoni.
Vi si legge: "Mio caro Bellinzoni, ho letto con piacere nella Tua Rivista
artistica di stamane le giuste osservazioni per la poca o niuna
considerazione nella quale si tiene l'acquarello nell'esposizione di piazza
del Popolo. E' veramente deplorevole che, dopo lo sviluppo che ha preso in
Roma questo ramo della pittura, si debba ancora considerarlo come un ninnolo
dell'arte ed assegnargli in tutte le esposizioni l'ultimo posto. Quanto a
quella di piazza del Popolo è poi doppiamente doloroso che per rispondere
alle premure del benemerito presidente uno s'induca a mandarvi i proprii
lavori per vederli poi esposti in una luce che non è luce e in un ambiente
nel quale la miglior cosa che possa farsi è di fuggir via per non prendere
un reuma od altro malanno e per la mancanza di quegli allettamenti di cui tu
hai già fatto parola che si risolvono poi anche in sagrifici maggiori per
gli esponenti che si vedono svanita ogni probabilità di vendita. Nella tua
rivista hai trovato ben poco di apprezzabile fra gli acquarelli. Il tuo
compito era però difficile! Giacchè se quei lavori piuttosto che attaccati
fossero esposti, chi sa che non vi avresti trovato anche degli altri
meritevoli delle tue osservazioni? Tu sai quanto io abbia fatto e faccia
affinchè l'acquarello prenda un posto notevole fra noi, come lo ha di già
altrove. Ti sarò perciò sempre più grato ogni qualvolta ti adopererai per
togliere certi pregiudizi, che pur troppo dominano ancora il campo. Ti
stringe la mano il tuo amico Ettore R. Franz".
Solo di recente sono stati casualmente scoperti altri due acquarelli di
Ettore Roesler Franz di proprietà del Comune di Roma: "Antica porta di
Frascati" del 1878 e "Insenatura della costa con personaggi". Ulteriori due
acquarelli di Ettore Roesler Franz sono di proprietà pubblica: il primo
ritrae "Re Vittorio Emanuele II di Savoia durante la sua prima visita
ufficiale a Roma del 31 dicembre 1870 dopo l'inondazione del Tevere" (é
quindi un quadro storico perché testimonia la venuta nella capitale del re
sabaudo 100 giorni dopo la presa di Porta Pia) ed appartiene al Museo
Centrale del Risorgimento al Vittoriano di Roma, mentre il secondo
raffigura, invece, "Ponte Lupo - Poli 1898" ed appartiene al Comune di
Tivoli. Il quadro fu donato da Ettore Roesler Franz l'8 dicembre 1903
proprio per ricambiare la Giunta comunale di Tivoli per la consegna nell'
agosto di quell'anno della splendida pergamena, miniata da Giuseppe Cellini,
della cittadinanza onoraria tiburtina, conferitagli all'unanimità il 6
febbraio 1903.
Ettore Roesler Franz, che nel 1890 era stato nominato Cavaliere della Corona
d'Italia da Re Umberto I di Savoia e successivamente Commendatore, ha,
infatti, avuto per città di adozione Tivoli, frequentata sin dalla sua
gioventù e dove nel 1900 acquistò la casa del pittore Onorato Carlandi.
Il 25 settembre 2004, il Sindaco di Tivoli Marco Vincenzi ha inaugurato la
"Scalinata Ettore Roesler Franz", rampa di piazza Campitelli, adiacente
all'ingresso laterale di Villa d'Este, intitolata dalla Giunta comunale
all'Artista a ricordo del 1° Centenario della cittadinanza onoraria della
città latina. Il luogo, recentemente restaurato dal Comune e divenuto in
parte isola pedonale, é stato scelto anche perché il pittore nel 1895 ha
raffigurato la via Campitelli, una delle zone per eccellenza della Tivoli
medioevale. Nel quadro di Ettore Roesler Franz del 1895 si nota sulla
sinistra una parte della facciata e l'intera torre campanaria della Chiesa
di San Pietro "alla Carità", uno degli edifici sacri più antichi e
importanti della città latina.
In precedenza vi era solo una piccola lapide lungo la strada di Pomata, nei
pressi di Villa Adriana, posta nel 1908, un anno dopo la morte, dal suo
unico allievo Adolfo Scalpelli (giovane e valente pittore tiburtino che per
testamento ereditò da Ettore Roesler Franz tutti i bozzetti, gli schizzi, i
disegni, gli acquarelli non finiti dell'artista, nonché le sue foto, e che
morì poi ad appena 29 anni nel 1917 combattendo sull'Altipiano della
Bainsizza durante la prima guerra mondiale). Nella lapide si legge: "In
questo luogo di pace Ettore Roesler Franz, acquarellista insigne, desiderava
ricordato Alessandro fratello suo, console d'Inghilterra. I voti del chiaro
maestro reverente adempiva il suo unico allievo Adolfo Scalpelli - 1908".
Viceversa il Comune di Roma non ha, purtroppo, sinora mostrato di avere
molto a cuore il suo illustre concittadino. Difatti per una "distrazione" di
una Giunta capitolina verso la fine degli Anni Sessanta fu intitolata a
Ettore Roesler Franz una desolata strada di Acilia, lontano dalla città a
lui tanto cara e ritratta in numerosissimi suoi angoli.
Ettore Roesler Franz espose più volte in Europa: a Parigi (1878 e 1900),
Londra (1876, 1885, 1888 e 1904), San Pietroburgo (1876, 1898, 1902 e 1904),
Berlino (1888 e 1895), Dresda (1890), Stoccarda (1891), Monaco di Baviera
(1883, 1893, 1898, 1902 e 1903) e Vienna (1890), nonché in Olanda e Belgio.
Un suo acquarello si trova nel Museo "Art Gallery of New South Wales" di
Sydney (Australia), mentre altri due acquarelli nel Museo di Southampton
(Gran Bretagna)
Numerose furono le mostre dei suoi quadri in Italia. In particolare a Roma
(Esposizioni annuali della Associazione degli Acquarellisti e della Società
degli Amatori e Cultori di Belle Arti) dal 1873 al 1895, nel 1897, nonchè
dal 1899 al 1900, dal 1902 al 1905 e nel 1907. In pratica, l'artista fu
assente appena 4 volte in 35 anni di mostre nella capitale. A Torino
(Società promotrice di Belle Arti) espose dal 1874 al 1880, nel 1884 e nel
1902, mentre a Milano (Esposizione straordinaria nazionale ed internazionale
di acquarelli) nel 1893, a Firenze (Esposizioni solenni e Festa dell'Arte e
dei Fiori) nel 1874, 1876 e 1896, a Trieste nel 1876 e a Venezia (Sesta
Esposizione Internazionale d'Arte) nel 1905.
Due acquarelli, "Vecchio ulivo tiburtino" del 1872 e "Sentiero tra gli olivi
a Tivoli" del 1885, fanno parte della collezione d'arte della Banca di
Roma - Gruppo Capitalia, mentre altri tre suoi acquarelli, "Nei pressi del
tempio di Vesta a Roma (Ricordi dell'alluvione)", "Scalinata a Tivoli" e
"Rovine antiche a Ponte Lupo presso Tivoli", fanno, invece, ora parte della
collezione d'arte del Gruppo bancario Sanpaolo Imi-Banco di Napoli.
Tra gli acquirenti delle opere dell'artista durante la sua vita figurano
personaggi illustri di Casa Savoia. Re Vittorio Emanuele II di Savoia, la
Regina Margherita, suo marito Re Umberto I, il loro figlio Re Vittorio
Emanuele III, nonchè il Granduca d'Assia acquistarono cinque acquarelli e
sei pastelli. Altri sei acquarelli furono, invece, comprati dall'allora
ministro delle Finanze e celebre statista Quintino Sella. Tra i suoi clienti
"eccellenti" figurano, infine, Sua Maestà l'Imperatrice vedova dello zar di
Russia Alessandro III e suo figlio il Granduca Giorgio che acquistarono due
acquarelli.
Predilesse il mercato inglese, favorito soprattutto dall'amicizia con il
pittore e console inglese a Roma Joseph Severn (sul retro della sua lapide
al cimitero acattolico di Testaccio figura, tra gli altri, proprio il nome
di Ettore Roesler Franz) e dal fatto che suo fratello Alessandro Roesler
Franz per molti anni fu console d'Inghilterra a Roma e sposò una lady
inglese, Giulia Teiser.
Le monografie sul pittore romano, nonchè i cataloghi delle ultime cinque
mostre monografiche dei suoi acquarelli del 1982 (a Villa d'Este di Tivoli),
del Natale 1984 (a Roma presso la Galleria Romana dell'Ottocento), del
Natale 1993 al Museo del Folklore (ora Museo di Roma in Trastevere) e delle
due Esposizioni del 1995 (la prima a Roma in piazza Margana, la seconda
nella Sala del Trono di Villa d'Este a Tivoli), e da ultimo quella di Villa
d'Este dal 13 maggio al 26 settembre scorso sono reperibili anche su
Internet tramite le più autorevoli librerie italiane ed estere, e
consultabili presso biblioteche di tutto il mondo: Roma, Città del Vaticano,
Tivoli, Ladispoli, Napoli, Caserta, Firenze, Macerata, Bologna, Reggio
Emilia, Milano, Vicenza, Venezia, Madrid, Lisbona, Parigi, Londra, Glasgow,
Heidelberg, Edimburgo, Dublino, Cork, Amsterdam, Stoccolma, Oslo, Helsinki,
Mosca, Gerusalemme, Toronto, Boston, Milwaukee e Los Angeles. Delle sue
opere si ha traccia persino in 20 biblioteche di Stati USA (Colorado,
Florida, Indiana e Ohio) e di Università americane (Arizona, Boston,
California, Colgate, Columbia, Cornell, Duquesne, Emory, Houston, Iowa,
Yale, Michigan, Notre Dame, Pennsylvania, Pittsburg e Rochester).
In occasione del 150° anniversario della sua nascita l'11 maggio 1995 le
Poste italiane hanno predisposto uno speciale annullo, mentre le sue opere
sono anche visibili su numerosi siti Internet non solo italiani (come
www.ettoreroeslerfranz.com, che ho dedicato alla sua memoria anche in vista
della pubblicazione del Catalogo generale delle opere dell'artista, che é il
prossimo impegnativo traguardo), ma anche stranieri (USA, Gran Bretagna,
Francia, Germania, Ungheria, Finlandia e Giappone).
PierLuigi Roesler Franz
a cura
di
Paolo Emilio Trastulli
1845 , 11 Maggio
La consultazione
diretta del Liber Baptizatorum della Parrocchia di S.Lorenzo in Lucina fa correggere
la data di nascita
di Ettore Roesler Franz fino ad ora indicata nel 12 Maggio. Esci nasce infatti
in Roma, terzo di quattro maschi , il giorno precedente
, cioè l'11 maggio , da Luigi e da Teresa Biondi , nella casa dove abita
la famiglia , al quarto piano di Via dei Condotti 85 , accanto
al Caffe Greco .Il 12 viene battezzato nella chiesa parrocchiale . Gli vengono
imposti i nomi di Ettore , Edoardo, Flaminio.
Gli fa da padrino lo zio , Pietro Roesler Franz , proprietario dell' Hotel D'Allemagne
, il notissimo albergo che occupava
i civici da 87 a 93 nella stessa via . Pietro è fratello di Luigi per
parte di padre.Giuseppe Roesler Franz ha sposato infatti
in prime nozze Marianna Flitzhaver , che gli ha dato cinque figli , quarto dei
quali è Luigi il padre di Ettore,
ed in seconde Anna Ambrosini da cui ha avuto Pietro e Caterina .I vincoli tra
le due linee di discendenza
risultanoalle origini particolarmente stretti . Alessandro . fratello di Ettore
, è futuro Console D'Inghilterra
a Roma , sposerà in prime nozze la cugina Carolina Roesler Franz , quarta
figlia di Pietro (successivamente
il 12 dicembre 1896 si rsiposerà a Roma con una Lady inglese , Giulia
Enrichetta Teiser ; in tale occasione
Ettore e suo fratello Adolfo furono i testimoni di nozze ).
1861
Frequenta al pari dei
fratelli le scuole Cristiane a Trinità dei Monti , come attesta un documento
di quest'anno.
1863
Alunno all'Accademia di
S.Luca, al termine dell'anno scolastico ottiene il secondo premio della seconda
classe
dell'architettura elementare.Porta L'indicazione di questo anno il primo acquerello
, firmato e datato , che di lui attual-
mente si conosce ; il soggetto è Ponte Rotto e Isola Tiberina . L'amico
di artistiche scorribande per la campagna romana ,
Ettore Ferrari ,esegue il suo ritratto a pastello.
1864
Un documento certifica
che egli ha eseguito il corso di matematica al Ginnasium Philosophiae annesso
al Collegio di S.
Maria della Pace in piazza Navona. Si impiega presso il Consolato Inglese a
Roma , che ha sede in Palazzo Poli in Via della Stamperia 4
ed è retto da Joseph Severn , il pittore amico del poeta John Keats ,
tornato a Roma in veste di console nel 1861 ,
dopo un ventennio di assenza.
1865
Conclude il corso biennale
di studi nelle facoltà filosofiche , eccettuata matematica , frequentato
con "assiduità e profitto "
presso le Scuole del Collegio Urbano di Propaganda Fide .Ai giovani secolari
la frequenza era consentita
"mediante superiore autorizzazione".
1870
Allo scadere dell'anno
viene nominato Sottotenente della Guardia Nazionale.
1872
In Gennaio chiude il Consolato
Inglese a Roma ,Ettore si impiega presso i fratelli Alessandro e Adolfo ,
che hanno aperto una banca al 133 di Via della Chiavica del Bufalo . E' lui
probabilmente il Roesler Franz
che risulta direttore del Periodico in lingua inglese The Swiss Time destinato
agli stranieri ospiti di Roma.
Alla fine dell'anno viene eletto cassiere della Associazione Artistica Internazionale
.
1873
Fa il suo esordio ufficiale
nel mondo artistico romano esponendo con gli amatori e Cultori di Belle Arti
nei locali in uso
della Società a Piazza del Popolo.
1874
Ai primi dell'anno viene
eletto tesoriere della Associazione Artistica Internazionale ed in primavera
Consigliere per la classe
cultori degli Amatori e Cultori di Belle Arti .
1875
Fonda con Nazareno Cipriani
la società degli Acquarellisti di Roma.
1876
Consigliere dell'associazione
Artistica Internazionale , Consigliere e Membro del Consiglio Direttivo degli
Amatori e Cultori
per il triennio 1876 1878 è eletto presidente della Società degli
Acquarellisti , che apre la sua prima esposizione in Via del Babuino 139 .
In questa occasione , Margherita , principessa di Piemonte , acquista il suo
acquarello , "La foce dell Arrone" ,
e il re L'aquarello "Casa dei Marinai a Sorrento" che il pittore ha
presentato agli Amatori e Cultori .
1877
Come egli stesso ha scritto
, nell'inverno di quest'anno abbandona gli affari per darsi all'arte , definitivamente.
1878
Viene di nuovo eletto
Consigliere degli Amatori e Cultori .La Società degli Acquarellisti si
dà uno statuto che fissa
a dieci i membri ordinari del sodalizio.
1879
Quale riconoscimento dei
suoi meriti artistici , La Società Reale Belga degli Acquarellisti lo
proclama , con voto unanime,
socio onorario .Il 3 Agosto muore a Roma quasi dimenticato Joseph , acui solo
nel 1881 verrà eretta accanto
a quella di Keats , un tomba al cimitero Cattolico di Testaccio.
1881
Organizza una esposizione
privata nel suo studio in P.zza S. Claudio 96 , dove si è appena trasferito
con l'abitazione .
Vi compaiono sedici acquarelli che costituiscono il primo nucleo di quel ciclo
conosciuto come "Roma Pittoresca "
La mostra, particolarmente apprezzata da Luigi Bellinzoni , critico d'arte de
il Popolo Romano entusiasma Ferdinando
Gregorovius , il quale ne scrive , come cittadino romano , all'Accademia di
S.Luca , perché l'illustre consesso ,
di cui lo storico tedesco è socio d'onore , voglia aiutare la realizzazione
del progetto avanzato del giovane artista ,
che si è studiato di raccogliere e conservare con la sua arte le più
caratteristiche vedute della vecchia Roma , che ora è per scomparire.
1882
Gli Acquarellisti pubblicano
il Catalogo della loro annuale rassegna illustrandolo per la prima volta , rimasta
poi unica,
con i disegni che quasi tutti gli artisti hanno tratto dagli acquarelli che
ciascuno ha esposto.
1883
Alla mostra Nazionale
ed Internazionale di Belle Arti con cui a Roma si inaugura il Palazzo delle
Esposizioni in Via Nazionale ,
presenta col titolo "Memorie di un tempo che passa " i quaranta acquarelli
che costituiranno la prima serie di "Roma Sparita" .
Il catalogo li indica al n 21 della Sala I - Acquarelli , ma essi in realtà
sono stati collocati su ampi pannelli nella sala destinata
ai progetti d'Architettura . Il Comune di Roma li acquista per 18.000 Lire ,
siscitando vasti consensi nel pubblico romano ,
ma sollevando forti critiche nella maggior parte degli addetti ai lavori per
via delle procedure adottate e della scelta effettuata .
E' per la seconda volta Presidente della Società degli Acquarellisti
, che reggerà per il triennio 1883-1885 .
Del sodalizio viene rinnovato lo statuto e portato a trenta il numero dei soci
.
1884
In giugno è a Torino
dove nella sezione dedicata alla Storia del Risorgimento Italiano della Esposizione
generale ha mandato ,
dopo pressanti richieste degli organizzatori il suo acquarello "Prima Venuta
di Vittorio Emanuele in Roma" .
Nella stessa rassegna torinese sono esposti , inviati dalla Commissione per
il Padiglione di Roma ,
gli acquarelli acquistati l'anno prima dal Comune .
1885
Compie un lungo viaggio
in Inghilterra ed in Svizzera . A Londra espone più volte ed in sedi
diverse durante l 'anno .
Da una di queste esibizioni passa al Museo di Sydney l'acquerello "Principia
il giorno, comincian le lusinghe…"
1886
Lavora alacremente alla
seconda e terza serie delle sue vedute all'acquerello che costiruiranno nel
corso di un decennio
lo sviluppo ed il completamento del ciclo dedicato alle "Memorie di un
'era che passa ".
1887
E' di nuovo a Londra dove
espone ancora nella Royal Academy e alla Dudley Gallery.
1888.
La prima serie degli acquarelli di '' Roma sparita '' richiesta al
Comune per essere esposta
a Berlino procura all'autore per volontà imperiale il premio della "piccola
medaglia d'oro''.
1889
Trscorre di nuovo una parte dell'estate in Inghilterra dove i suoi acquarelli
incontrano il favore
di molti collezionisti ed amatori , non pochi dei quali frequentano il suo studio
romano.
1890
Manda a Dresda cinque acquarelli ottenendo un Diploma d'onore.
Ha successo anche a Vienna la mostra dei quaranta acquarelli di "Roma Sparita"
Per la terza volta è Presidente della Società degli Acquarellisti
di Roma nel quadriennio 1890-93.
Su proposta del Ministero della Istruzione Pubblica è nominato dal sovrano
Cavaliere della Corona D'Italia.
1891
Dà alle stampe un catalogo di 46 pagine , in forma di albu m , con l'elenco
degli acquarelli della prima
serie acquistata nel 1883 dal Comune di Roma e quello dei quaranta che costituiscono
la seconda serie
appena terminata del ciclo detto anche di "Roma Pittoresca".Ogni soggetto
di questa nuova serie
trova il proprio peculiare commento in una pagina di Gregorovius ( per la massima
parte ), oppure
del Melchiorri o del Baracconi . Vi si annuncia che è in via di compimento
anche la terza ed ultima serie.
1893
Fa parte del Comitato esecutivo per l'organizzazione della Esposizione romana
nell'anno delle feste per
le nozze d'argento dei sovrani e del giubileo episcopale di Leone XIII .In giugno
è eletto nel Consiglio
degli Amatori e Cultori , ma rifiuta amareggiato dalle critiche mosse all'organizzazione
della mostra da poco
conclusaed anzi si dimette anche da socio.
1894
E' del 29 Marzo un suo Memorandum , redatto in lingua inglese , che contiene
le sue condizioni in caso
di vendita delle tre serie , dichiarate assolutamente inseparabili , a qualche
istituzione londinese.
Il documento è indicativo del suo pensiero anche in ordine all'acquisto
, in cui egli certamente confida
e che apertamente auspica , da parte del Comune di Roma.
1896
Ritorna di fatto in seno alla Società degli Amatori e Cultori accettando
la nomina a membro della Giuria
per l'assegnazione dei premi da conferirsi agli artisti che hanno esposto alla
mostra organizzata per il
venticinquesimo anniversario di Roma Capitale.Vengono premiati Enrico Coleman
, Santorio e Bisco.
1897
Nella seconda metà di marzo organizza una esposizione provata nella sala
grande del Teatro Drammatico
Nazionale per presentare ad invito gli ottanta acquarelli che compongono la
seconda e la terza serie
dedicata a "Roma Sparita" o "Pittoresca".Ottiene un eccezionale
successo e la chiusura della mostra
viene prorogata di dieci giorni .L'Accademia di S.Luca fa ufficialmente "voti
urgentissimi" presso
L'Autorità Comunale affinchè vengano questi dipinti conservati
a spese del Comune alla pubblica
amministrazione e a memoria della posterità.Insieme a Tusquetz viene
eletto Vice Presidente della
Associazione Artistica Internazionale.
1898
Invia tre acquerelli alla prima Esposizione Italiana a S. Pietroburgo , come
da recente informazioen scritta
del direttore del Museo dell'Ermitage.
1899
Torna di nuovo ad esporre con gli Amatori e Cultori di belle Arti.Sul secondo
fascicolo dell'Arte , rivista
diretta da Adolfo Venturi , compare il primo importante profilo critico dedicato
alla pittura di Ettore
Roesler Franz .Ne è autore Federico Hermanin , lo studioso è colui
che ha meglio inteso e analizzato
tra i contemporanei , ispirazione e motivi dell'arte dell'acquarellista romano.
Re Umberto acquista l'acquerello di soggetto tiburtino "Avanzi di Saxula".
1900
Ettore Roesler Franz compera in Tivoli , cittadina che sempre più predilige
, la casa paterna di Onorato
Carlandi , in Via dei Cappuccini , oggi Viale Mannelli .
1901
Compie in Autunno un viaggio a Venezia.
1902
A S.Pietroburgo , dove partecipa alla seconda Esposizione Italiana di pittura
, scultura ed arte applicata
all'industria , due dei tre acquerelli che ha inviato vengono acquistati da
membri della famiglia imperiale;
di essi tuttavia non è traccia alcuna nelle collezioni attualmente conservate
all'Ermitage , nè compare il nome
del pittore negli inventari e nei documenti d'archivio del Museo.A Roma il Consiglio
comunale delibera l'acquisto
della seconda e terza serie di "Roma sparita" , ma l'autorità
tutoria annulla la decisione dell'amministrazione
capitolina .In settembre soggiorna nella campagna senese.
Giacomo Balla compie il ritratto di Ettore Roesler Franz intento al cavalletto
;l'opera che l'anno successivo
verrà presentata alla biennale di Venezia è rimasta alla famiglia
fino a qualche lustro addietro.
1903
Il 6 febbraio è acclamato dal Consiglio Comunale di Tivoli a cittadino
onorario.Il pittone dona alla cara ed ospitale
città L'acquarello "Ponte Lupo" , che figura da allora la posto
d'onore nello studio del Sindaco.
In marzo viene di nuovo portata al Consiglio Comunale di Roma la questione dell'acquisto
degli acquarelli di
"Roma sparita" .La risoluzione approvata , sia pure con scarsa maggioranza
, prevede il pagamento delle
50.000 lire stabilite per una minima quota in contanti e per il resto mediante
la cessione di un area
fabbricabile di proprietà comunale.L'Autorità tutoria respinge
la delibera per inosservanza di un preciso
articolo della legge comunale.
1904
Alla Esposizione Annuale degli Acquarellisti il Granduca D'Assia , che la visita
in incognito , acquista
l'acquarello "S'alza la nebbia".In Consiglio Comunale ,a Roma , fallisce
un'altro tentativo di risolvere
il problema dell'acquisto degli ottanta acquerelli roesleriani , testimonianza
storica preziosa dei mutamenti
intervenuti nel volto della città durante gli ultimi lustri dell'Ottocento.La
proposta della Giunta non viene
neppure messa ai voti.Però si sollecita al loro acquisto lo Stato poerchè
poi li doni al Comune di Roma
che li esporrà nelle sale della Farnesina ai Bauliari.Ettore Roesler
Franz invia a Londra , per una grande rassegna
che nei progetti del pittore dovrebbe comportarne anche la vendita , le due
ultime serie di "Roma sparita" ,
oggetto degli annosi e deludenti contatti con le autorità capitoline.La
collezione tornerà integraa Piazza S.Claudio
e verrà acquistata dal Comune di Roma soltanto nel 1908 , un'anno dopo
la morte dell'artista. La somma ,
ora fissata in 35.000 lire , sarà pagata in tre annualità a partire
dal 1909.Pura invenzione scrivere ,
come tuttavia è stato fatto cinque anni fa in una importante pubblicazione
edita sotto l'egida dell'Assessorato
alla Cultura del Comune di Roma , che dopo la scomparsa del pittore gli eredi
donarono al Comune i
restanti acquerelli.In dicembre il Re acquista una sua piccola veduta di Villa
Adriana , schizzetto -
come lo definisce il pittore - esposto in vendita nelle vetrine di una Cooperativa
di pittori e scultori
in Via del Babuino 139/a.
1905
E' presente con l'acquarello "Le antiche cave di travertino presso Tivoli"
alla Biennale di Venezia nella
Sala del Lazio.
1907
La mattina del 26 Marzo si spegne serenamente nella sua abitazione di Piazza
S.Claudio , dopo lunga e
penosa malattia , scrive il Messaggero del giorno seguente.E' sepolto in Campo
Verano , alla Rupe
Caracciolo , Arcata 21 , nella cappella di Enrico ed Alessandro Rosler Franz
, figlio di Pietro il primo
e di Luigi il secondo , ai quali Giuseppe sulle soglie dell'Ottocento aveva
affidato la continuità del nome
e della famiglia.
Paolo Emilio Trastulli.
Adolfo Scalpelli
(Tivoli 1888 - Altipiano della Bainsizza 1917)
BIOGRAFIA
I suoi genitori desideravano farne un buon artigiano e così lo iscrissero alle scuole tecniche, che frequentò con profitto. Interessato alle arti figurative, però, attirò l'attenzione di Ettore Roesler Franz che, accortosi delle ottime capacità del giovane, consigliò alla famiglia di affidarglielo. Fu così che Scalpelli, approfittando dei soggiorni tiburtini del maestro, cominciò ad apprendere con grande umiltà ma con altrettanta costanza le prime nozioni della pittura, "rubando" a poco a poco i segreti del mestiere al grande acquarellista. Il Franz fu prodigo di consigli e di raccomandazioni, così come gli scriveva, tra l'abbondante corrispondenza intercorsa. Già nel 1906, appena diciottenne, aperto lo studio in Via di Porta Pinciana 30, iniziava ad esporre con la Società degli Amatori e Cultori sia a Roma che a Torino. Nel 1907, proprio l'anno in cui gli veniva a mancare il maestro, veniva ammesso negli Acquarellisti esponendo ininterrottamente alle mostre dell'Associazione sino allo sciogliersi di questa. Dal 1910 al 13 si trasferì, anche se saltuariamente, a Parigi dove frequentò l'Academie Carrée dì Rue du Départ assorbendo la lezione degli Impressionisti, senza per questo "tradire" gli insegnamenti di Franz, dal quale comunque, come giustamente annota Carlo Bernoni, già per sua natura si era distaccato per i colori più densi. Il re d'Italia, inaugurando nel 1918 l'esposizione degli Amatori e Cultori, acquistò gli ultimi lavori di Scalpelli, morto eroicamente l'anno prima in guerra.
Prof. Renato Mammucari.
BIBLIOGRAFIA / ESPOSIZIONI - 1909, 1910 e 1915 Associazione degli Acquarellisti di Roma; - 1914 Biennale di Venezia.